Faieta · Impronte di Gusto
Il terreno su cui coltiviamo era in abbandono da diversi anni. Questo ha permesso il ricrearsi delle condizioni naturali e di uno stato di terreno ricco di sostanze nutrienti frutto del susseguirsi delle erbe spontanee, specie pioniere che nel tempo hanno ricoperto la zona.

Appena trovato questo posto ci siamo innamorati oltre che della vista anche della sua particolare conformazione. L'area si presentava come divisa in stanze verdi. Dal grande melo che domina la strada bianca con cui si accede alla proprietà si può vederne l'inizio, delimitato da una naturale siepe di rovo e da un maestoso pioppo tremulo, le cui foglie al vento hanno il suono della pioggia che cade.

Proseguendo lungo la strada che porta alla casa a destra c'è l'area seminativa più ampia, dove trovano posto gli olivi secolari e quello che abbiamo poi dedicato a “l'orto nord”, perfetto per le colture che godono della mezz'ombra, che si avvantaggiano del terreno umido e che non temano il freddo.

Sulla sinistra un piccolo boschetto da un lato e due alberi intrecciati dall'altro disegnano come un ingresso fatato per un uno spazio che si presenta altrettanto: un enorme rosa canina da il benvenuto a un vero e proprio giardino di ciliegi e ad un tappeto di fiori ed erbe spontanee.

Quest'area abbastanza aperta torna a chiudersi tramite il fitto dei ciliegi e un canneto su un passaggio che porta una striscia di terra con un oliveto “giovane” di circa 20 anni, composto di varietà come Leccino, Pendolino e Frantoio alla quale abbiamo aggiunto 6 esemplari di Dritta. Alcuni peschi rompono la geometria del sesto di impianto e ovunque spuntano barbatelle di vigneto estirpato prima che tutto venisse abbandonato. Il progetto prevede il posizionamento di una palatura sul confine per poter sistemare le giovani viti e dare sostegno alla loro crescita. In fondo alla striscia ha inizio uno dei boschi, caratterizzato dalla presenza di un grande fosso e dal suolo tappezzato in buona parte da edera. Un albero caduto da tempo crea un ponte sul fossato e una stradina porta fino a sotto la casa, attraversando il bosco prima e risalendo da un terreno la cui parte più pendente è pure boschiva e colonizzata da ginestre mentre l'altra l'abbiamo dedicata ai peschi e agli albicocchi, Prima di tornare sulla strada ormai all'altezza della casa, si sale lungo un'altra stanza, i cui lati sono delimitati da fichi neri e bianchi, a cui abbiamo aggiunto dei Brogiotto e da due Melograni, al quale abbiamo dato la compagnia di altre tre varietà: Dente di Cavallo, Mollar e Wonderfull. In mezzo campeggiano tre grandi noci. Durante la raccolta manuale in novembre, seguendo a testa china le noci in terra ci siamo trovati in un area ancora inesplorata del terreno circondata da alberi e canne: tra i molti noci di varie età c'è un gigantesco melo, di varietà sconosciuta ma la cui dolcezza è evidente anche a maturazione dei frutti non completa; la buccia è verde e la pasta bianca, croccante e succosa. Una meravigliosa scoperta che avremo cura di preservare innestando la qualità su astoni nati da seme. Seguono il secondo appezzamento più grande, particolarmente pendente e seguito da un calanco, in cui abbiamo avuto cura di impiantare un frutteto misto di Meli, Peri, Susini e Peschi e, sfruttando la capacità delle rosacee di arricchire il terreno sotto abbiamo creato una carciofaia che, grazie alla pendenza gode di un ottimo sgrondo e non soffre di ristagni idrici tanto temuti da questo tipo di coltivazione; sotto una pacciamatura viva di trifoglio migliora costantemente la struttura e il nutrimento del terreno . La parte più alta e piana si trova proprio di fronte l'abitazione e l'abbiamo adibita agli orti, fornendola di pacciamatura fissa e impianto goccia a goccia. All'ultimo terreno si accede lungo una galleria di alberi. E' piano e circondato su tre lati da bosco e attraversando una piccola apertura si può arrivare all'orto sud.

Sul tetto dell'abitazione è stato creato un recupero dell'acqua piovana che, raccolta in delle cisterne a caduta. L'uso di tecniche colturali e la pacciamatura riduce comunque al minimo o in certe stagioni annulla la necessità di annaffiature.

Vicino l'abitazione abbiamo impiantato un boschetto di bambù gigante, per un apporto continuo di sostegni e materiale di costruzione rinnovabile, e in posizione protetta aranci e limoni innestati su arancio amaro per garantirgli maggiore resistenza al freddo.


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